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La storia di Matteo Cattaneo: dalla Valle Imagna alla California per esportare la buona cucina bergamasca!

Buona Forchetta

Vallimagna.com oggi incontra Matteo Cattaneo, co-owner della ‘Buona Forchetta’, la migliore pizzeria di San Diego (CA). E a decretare il primo posto in classifica non siamo di certo noi, ma le migliaia di clienti e di lettori di TripAdvisor.com, che con le loro recensioni lo hanno portato al vertice della classifica dei locali presenti nella cittadina californiana.
Ma andiamo con ordine: scoperte le radici più che Valdimagnine di Matteo, ci siamo prodigati per metterci in contatto con lui, sperando in una sua cortese risposta. Questa non solo non si è fatta attendere, ma è arrivata rapidissima con tutta la cordialità e la repentinità orobica che Matteo ci ha manifestato fin da subito. Ed abbiamo scoperto che la ‘Buona Forchetta’ non sforna solo ottime pizze, ma anche ottimi piatti della cucina bergamasca!
Perciò non perdiamo altro tempo e conosciamo di più questo nostro conterraneo…

Vallimagna.com: Ciao Matteo e grazie per aver accettato la nostra intervista. Raccontaci un po’ di te…

Matteo: Ciao e grazie a voi per l interesse! Sono il secondo figlio di una famiglia bergamaschissima, cresciuto a polenta e coniglio.

Ho studiato giurisprudenza presso l’università di Pavia e poi mi sono trasferito per lavoro a San Diego.
Ho iniziato a fare il cameriere presso un ristorante italiano per arrotondate lo stipendio (qui i camerieri guadagnano davvero bene) e ho subito amato l’ambiente della ristorazione.

VI: Quando hai deciso di fare il grande salto e di inseguire il sogno americano?

M: Era giugno del 2006 quando ho deciso di trasferirmi qui a San Diego. Era previsto che mi fermassi pochi mesi, ma poi mi sono innammorato di questa città e ho deciso di costruire qui la mia famiglia e la mia vita.

VI: Qual è il segreto della “Buona Forchetta”?

M: Ho aperto ‘Buona Forchetta’ nel gennaio del 2013, dopo quasi due anni spesi fra avvocati per negoziare il contratto d’affitto e la costruzione di quello che era il mio sogno, un piccolo ristorante italiano per le famiglie del quartiere in cui vivo. Io e mia moglie abbiamo deciso per una cucina tradizionale bergamasca con l’aggiunta di pizze (curate da Carmine Nasti, figlio del titolare della ‘Pizzeria Capri Da Nasti’ a Bergamo) e, con nostra sorpresa, dall’apertura e a tutt’oggi, ogni sera si forma una fila incredibile di persone.
Devo ammettere che non mi sarei mai aspettato un successo così grande e tutti i riconoscimenti che stiamo ricevendo.

 

VI: Non solo pizza, dicevamo, ma anche piatti della tradizione bergamasca…

M: Sopratutto piatti della tradizione bergamasca… Polenta, scarpinocc, casoncelli (grazie all’aiuto e agli insegnamenti della signora Nella, titolare dell’Hotel SPA Miramonti di Rota Imagna) e, credimi, tutti gli americani ne vanno pazzi! In fondo la mostra cucina non ha niente da invidiare a nessuno, forse siamo noi che non la sappiamo valorizzare nel mondo.

VI: Come è la vita negli States? Cosa ti ha colpito di più?

M: Qui la vita è molto diversa, i ritmi di lavoro, il modo in cui la gente vive e la molteplicità di culture ti aprono gli occhi su cose che in Italia non conosciamo davvero. Però bisogna ammettere che l’Italia è sempre il paese più bello, nessuno ha la nostra storia, i nostri paesaggi, i mostri tesori… è un peccato che con tutto quello che abbiamo tanti giovani come me siano costretti a cercare il successo lontano da casa.

Dell’Italia mi manca sopratutto il senso della famiglia e il poter andare la domenica a spasso in una qualsiasi parte scoprendo un nuovo paese con i suoi paesaggi e le sue tradizioni. Qui in America la natura è bellissima, ma la massificazione industriale rovina molto: dovunque tu vada trovi sempre gli stessi negozi, le stesse catene di ristoranti. Non è facile dire: “Andiamo a fare una gita fuori porta e poi troviamo un ristorantino tipico…”. Qui, di tipico, ci sono Starbucks, McDonald e mille altre catene molto impersonali.

VI: Consiglieresti ad un giovane di provare ad intraprendere un’esperienza lavorativa all’estero?

M: A tutti i giovani consiglierei un’esperienza all’estero, in America o in altre nazioni, perché ti da la possibilità di raffrontarti con altre culture e trovare nuovi stimoli e nuove idee. Quando mi sono trasferito non parlavo inglese e non avevo agganci qui, quindi a tutti i giovani dico: non lasciatevi intimorire, le lingue si imparano! Noi italiani abbiamo una marcia in più, ce la possiamo cavare in tutte le situazioni! Partite, fate nuove esperienze, divertitevi,  conoscete posti e culture nuove. Non abbiate paura, non lasciatevi scoraggiare, non rinunciate ai vostri sogni! Non abbiate paura di reinventarvi: io l’ho fatto e vi dico che non me ne pento, anzi ho trovato “l’America”! E ora che torno in Italia da turista, me ne innamoro ogni volta di più!

VI: Cosa ti manca di più di Bergamo e della nostra Valle?

M: Spero proprio che le mie figlie si innamorino della nostra terra così come lo sono io. Per questo, ogni anno, passiamo almeno una settimana a Rota Imagna, dove ho trascorso tutte le estati della mia vita e poi una settimana in giro per l’Italia, così che le mie figlie possano vedere quanto di bello il nostro Paese ha da offrire nonostante la difficile situazione che stiamo vivendo.
Grazie a tutti per il tempo concesso e spero di vedervi un giorno a San Diego o in Valle Imagna!

Grazie a te, Matteo! La Valle Imagna ti aspetta a braccia aperte!

Ecco alcune immagini del locale aperto da Matteo in quel di San Diego:

Aspettiamo Matteo e tutti gli altri emgigranti valdimagnini al grande raduno in programma per il 6 ed il 7 Settembre!

 

 

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