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Baghèt, sivlì & sivlòt – Costa Imagna – 26 Dicembre

lunedì 26 dicembre, ore 21.00

Costa Imagna – Teatro parrocchiale

Baghèt, sivlì & sivlòt

Valter Biella & Giampiero Crotti

Ricco è il patrimonio legato alla musica, ai riti, al canto in terra orobica.

Vi è la presenza del “baghèt”, (la cornamusa bergamasca), del suono delle campane a festa, delle “campanine”, dei flauti della Valle Imagna, dei balli, a testimoniare una ricchezza sopravissuta unicamente grazie al labile filo della memoria.

Il baghèt della media Valle Seriana e Valle Gandino è composto:

– dalla sacca, la “baga”,

– dalla canna del canto la “diana”,

– dai due bordoni detti “orghègn”

– dal “bochì”, con cui si riempie la “baga”.

La tonalità originale era il LA, stando a quanto mi è stato insegnato da Giacomo Ruggeri detto “Fagòt”.

La “diana” emette otto note, partendo dall’anulare, mentre chiudendo anche il mignolo si ottiene la sensibile. I due bordoni sono così intonati: una ottava sotto la diana quello piccolo, e due ottave sotto quello maggiore.

L’ancia della “diana”, in canna palustre, è un’ancia doppia ed è chiamata “pìa”. Quella dei bordoni è semplice e viene chiamata “spölèta”.

La baga era in pelle di capra o pecora, con il pelo rasato e lasciato all’interno. Veniva ritagliata, piegata su se stessa e poi cucita lungo il bordo inferiore.

Gli strumenti rimanevano quasi sempre all’interno della cerchia dei parenti, ed erano i suonatori stessi che provvedevano alla manutenzione ed alle eventuali riparazioni

 

 

 

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